A Edimburgo (passando da Londra) per il casting

Il tragitto più breve fra due punti, si sa, è una retta. Ma se un po’ più in là c’è Londra, della brevità possiamo anche fregarcene, no? (Oltre al fatto che i voli diretti Milano-Edimburgo già ora costano un botto!) E dunque: dopodomani mattina, su uno sciallatissimo British Airways Linate-Heathrow venuto via a meno del biglietto di un qualsiasi concerto al Forum di Assago, volerò nella City, per poi il giorno dopo traghettare su Edimburgo a bordo di un placido treno inglese in partenza da King’s Cross. Ah, e la brughiera! Ah, e la dolce e verde campagna  british. Ma già so che dopo Newcastle si sveglierà il Braveheart che è in me, e ricomincerò a sentire odore di Scozia, la mia seconda patria.

A Londra mi aspetta un tuffo sul passaggio pedonale più famoso del mondo, a Abbey Road, che sono 13 anni che non ci vado! Ma non solo: io ci provo a Ovington Square a suonare il campanello alla sede della Apple, metti che mi apra Jeff Jones o Tony Bramwell, e se non mi prendono a sberle o chiamano un bobby, metà del libro su Neil Aspinall è già scritta. Avrei dovuto incontrare anche Suzy, la splendida vedova di Neil, che mi sta onorando della sua amicizia, ma non sarà possibile questa volta. Magari la prossima, chi lo sa. Eh già, perchè la decisione di scrivere la biografia di Neil si sta dimostrando da un lato una scelta piena di incredibili soddisfazioni (e di autostima per la mia faccia da schiaffi), dall’altro un muretto di ostacoli, per nulla insormontabile ma, insomma, a volte fastidioso, e un  buco nero in cui finiscono i miei week-end, le mie energie più vive, i miei pensieri migliori.

Ma poi. Poi Edimburgo. A rivedere Sabrina, senza cui questa follia del Fringe non avrebbe potuto nemmeno cominciare. A conoscere Andy, il regista, professionista assai, che ha amato il mio testo e ha scelto di portarlo in scena perchè crede nella gloria. E ad assistere al casting per il protagonista del monologo. Per il Neil Aspinall del Fringe.  Reciteranno un brano a loro scelta, poi due brevi pezzi del testo. E poi, sorpresina: dovranno “drammatizzare” una canzone dei Beatles. Cantarla? Sì, forse, ma non solo. Recitarla? Mmmhhh…sì, ma non basta. Insomma, sei un attore no? hai davanti il testo di, che so io, Come together, che cosa ce ne fai? facci vedere….

Venerdì sera, piani di battaglia produttivi. E il marketing. E le idee. E i volantini. E la scenografia. E cazzo, fammi anche bere un bel po’ di birra, no, che l’annacquata frizzantina che danno in Italia non è mica degna di questo nome.

Sabato, casting all day long. E il video per il crowdfunding, che poi Sara lo monta e lo sbattiamo su Indiegogo

E domenica, sull’aereo per Malpensa, mille nuovi stimoli.

Ce la faremo, sì.

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