Quando il gioco si fa duro…

sweetE adesso si fa davvero sul serio, non si scherza più.

Non che prima scherzassi, eh. Non avrebbe avuto un gran senso, altrimenti, il viaggio a Edimburgo per il casting, e le decine e decine di email per mettere a punto il percorso per l’iscrizione al Fringe. Però, ecco, finchè non si arriva al punto di non ritorno, diciamo così, si pensa sempre di potersi fermare, o che all’improvviso il sogno finisca e ci si svegli sbattendo la faccia contro il muro della stanza.

Ma nel giro di una settimana sono successe tre cose.

Innanzitutto, sul sito del Fringe è apparsa la pagina della vendita online dei biglietti per lo spettacolo. Eccola qui. E quindi non è più uno scherzetto innocente, magari qualcuno ha già comprato il biglietto e non vede l’ora che arrivi il giorno dello spettacolo, per cui bisogna soddisfarlo, eh già!

Poi, Sara ha terminato di creare il volantino/manifesto dello show. Ed è venuto proprio una gran bellezza, con la stilizzazione delle sagome di Sgt Pepper’s, il titolo “A life with the Beatles” al centro, come fosse scritto sulla batteria di Ringo, e la sagoma di Neil dietro, quasi a vegliare sui 4 “boys”, profeti di una nuova umanità ma anche giovanissimi adulti alle prese con un giocattolo assai più grande di loro. Un logo che mi piace un bel po’, e che da solo riesce a spiegare gran parte dello spettacolo, secondo me.

Ma il meglio viene se lo si gira.

flyer_side2__LOWIl retro infatti è una fantastica infografica, vagamente pop, anche per il font usato; tra frasi e disegni, si riassumono alcune delle situazioni dello spettacolo, e qualche fatto divertente e forse poco noto ai più (per esempio, che per colpa di una bufera di neve Neil ci mise 10 ore a guidare il furgoncino che portava i Beatles da Liverpool a Londra, la notte di San Silvestro del 1961, per il provino alla Decca, poi miseramente naufragato). E al centro, l’immagine del fronte che è proprio un logo che mi sognerò la notte d’ora in poi, e una log line che riassume il senso dell’operazione.

 

 

Infine, eh bè questa è proprio importante, abbiamo iniziato la campagna di crowdfunding per lo spettacolo. Ci aspettiamo di coprire il budget con i ricavi delle serate, ma vogliamo essere più tranquilli, e sapere di partire con qualche segno +, oltre che con tutti i segni – delle spese già fatte, ci rasserenerebbe non poco. E così, tentiamo questa formula che ormai ha preso piede, soprattutto nel settore culturale: una moderna “colletta”, che in cambio del denaro raccolto dà ricompense di vario tipo. Di piattaforme di crowdfunding ce ne sono tante; noi ne abbiamo scelte due, una in inglese e l’altra in italiano, un po’ perchè non ci facciamo proprio mai mancare nulla ;-) , ma soprattutto perchè la nostra community ha una doppia ubicazione: io sto in Italia, Sabrina sta a Edimburgo ma ha molti amici italiani, mentre Andy è indiscutibilmente scottish. La scelta è caduta su Indiegogo (inglese) e Kapipal (italiana) perchè sono le uniche piattaforme che ci assicurano il ricevimento dei fondi raccolti , indipendentemente dal raggiungimento dell’obiettivo, e questo per noi è molto importante perchè, obiettivo o meno, lo spettacolo lo faremo comunque, per cui se anche raccogliamo solo 10 € a noi servono ugualmente (ecco, però adesso non è che vi mettete d’accordo per non farci superare un totale di 10 € eh, era solo un esempio…)

Il cammino si fa più stretto, e il 6 agosto all’improvviso sembra maledettamente vicino. L’adrenalina sale, l’eccitazione porta a un solleticante prurito, e le cose da fare si moltiplicano davanti ai miei occhi. Ecco, se ti va di metterti al mio fianco, può darsi che il sentiero miracolosamente si allarghi. E credimi, ne sarei molto sollevato: “with a little help from my friends” si sta molto, ma molto meglio.

Hai voglia di contribuire?

Qui il crowdfunding di Kapipal

Qui invece quello di Indiegogo

Dicono più o meno le stesse cose (quello in inglese, visto che l’ho scritto io, le dice probabilmente peggio…) e danno le stesse ricompense; a te scegliere quello che ti piace di più, e se vuoi scegliere entrambi….bè, io non mi scandalizzo per nulla, ma proprio no!

 

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